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Cozzo
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mwiaCozzo (mwiqCos in mwigdialetto lomellinocite-ref-dizionario-4-0[4]) è un mwjwcomune italiano di mwka355 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwlqprovincia di Pavia in mwlgLombardia. Si trova nella mwlwLomellina occidentale, a breve distanza dalla riva sinistra del mwmaSesia.

Contents

Storia
Simboli
Note

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Storia

Il piccolo paese è l'antico municipio romano di mwnaCuttiae, capoluogo della regione Cottuta, che secondo lo storico mwnqStrabone si spingeva fino a mwngPavia, e importante stazione di sosta su una delle più frequentate vie per le mwnwGallie. Da qui si poteva raggiungere mwoaTorino, seguendo il corso del mwoqPo, per proseguire per il mwogMoncenisio e la mwowProvenza, oppure dirigersi verso mwpaVercelli, mwpqIvrea ed mwpgAosta ed attraverso il Colle del mwpwGran San Bernardo raggiungere la mwqaBorgogna. La sua fama come luogo di transito è documentata dal ritrovamento di una pietra miliare in granito, posta al tempo dell'imperatore mwqqAntonino Pio (mwqgI secolo d.C.), ma soprattutto dalle citazioni sui più famosi itinerari dell'antichità (mwqwItinerario antonino, mwraVasi di Vicarello) e sulla mwrqtavola Peutingeriana, una copia medievale di un'antica carta della rete stradale romana. L'mwrgItinerarium Burdigalense precisa che si trattava di una mwrwmwsamutatio, cioè non di un luogo destinato alla sosta notturna ma solo al cambio dei cavalli, intermedio tra le mwsqmwsgmansiones, luoghi di sosta, di mwswLomello e mwtaRigomagus (forse mwtqTrino).

Mentre l'esistenza di un mwtwmwuacastrum romano è ancora da provare, recenti studi sull'origine celtica di molti luoghi della Lomellina hanno evidenziato la presenza di un mwuqmwugdun circolare ben visibile su carte catastali e militari del XVIII e XIX sec. nella zona a sud/est dell'abitato in prossimità della Chiesa parrocchiale; tali tracce proverebbero l'esistenza di un insediamento fortificato già prima della conquista romana.cite-ref-5[5])

Nel medioevo fu conteso tra i mwwaconti palatini di Lomello e l'episcopato di mwwqVercelli; nel mwwg1164 passò sotto la dominazione di mwwwPavia (è citato però solo nel 1191 nel relativo diploma di mwxaEnrico VI); questo però non risolse l'antica contesa che proseguì nel mwxqXIII secolo. Nel mwxg1465 divenne signore di Cozzo il consigliere ducale Pietro mwxwGallarati, signore di mwyaCandia Lomellina e di mwyqSant'Angelo Lomellina; a lui riconfermeranno il feudo prima mwygFrancesco I di Francia (1516) e quindi mwywCarlo V (1529). La signoria dei Gallarati (mwzaGallarati Scotti dal 1729) durerà fino alla fine del feudalesimo (mwzq1797). Nel XVI sec. Cozzo risultava essere una stazione di posta come Mortara, Vigevano e Pieve del Cairo e nel XVII sec. visse anni duri segnati da pestilenze ed occupazioni di truppe: gli spagnoli nel 1657, gli austro-russi nel 1799 e austriaci nel 1821. Cozzo, con tutta la Lomellina, entrò a far parte dei domini dei mwzgSavoia nel mwzw1707, e nel mwaa1859 fu incluso nella mwaqprovincia di Pavia. Nel 1890 venne aggregata a Cozzo la frazione mwagCelpenchio.

Simboli

Lo stemma comunale è stato concesso con decreto del presidente della Repubblica dell'11 ottobre 1983.cite-ref-6[6]

«

Troncato

: nel primo, d'argento, al castello di Cozzo Lomellina di rosso, finestrato di nero, merlato alla ghibellina di sei, la torre posta a sinistra; nel secondo, d'azzurro a tre piante di riso, frumento e granoturco, poste

in palo

, d'oro; sulla partizione la fascia ridotta raffigurante una strada rivestita di ciottoli

al naturale

. Ornamenti esteriori di Comune.»

La strada a ciottoli sulla troncatura ricorda quella che conduceva da Pavia alla Gallia quando Cozzo costituiva il centro della provincia romana mwdaCottuta.

Il gonfalone è un drappo troncato di azzurro e di bianco.

Monumenti e luoghi d'interesse

Il castello

Nel medioevo, per la sua posizione in prossimità del corso del mwfgSesia, Cozzo fu dotato di un forte castello, ricostruito dai Milanesi nel mwfw1214 e rifatto nel mwgaXV secolo, quando divenne possesso della famiglia Gallaraticite-ref-1-7-0[7]. In questa occasione fu dotato di due ponti levatoi, di un'alta torre, di una merlatura ghibellina, che ancora corona il fabbricato, e di numerosi abbellimenti interni come mwhqmodanature in cotto ed affreschi a graffito. Ma i lavori non erano ancora terminati quando, nel settembre del mwhg1499, il castello ospitò addirittura il re di Francia mwhwLuigi XII, che guidava il suo esercito verso mwiaMilano, di cui rivendicava il ducato come discendente dei Visconti. L'incontro fu talmente importante e solenne da essere documentato in un affresco nella sala maggiore del castellocite-ref-1-7-1[7] "avvincente e suggestivo, come testimonianza di un fatto storico e come specchio di vita". Vi sono raffigurati due cortei che si incontrano: da una parte il sovrano francese accompagnato dai cardinali mwjqGiorgio d'Amboise e mwjgGiuliano della Rovere scortati da soldati con mwjwlance ed mwkaalabarde, dall'altra una dama, Maria Roero, il marito Pietro Gallaraticite-ref-1-7-2[7], feudatario di Cozzo, con altre dame e uomini di corte, nei fastosi abiti del tempo. Il castello sorge nella zona periferica dell'abitato preceduto da un prato e dall'antico fossato; è stranamente più elevato rispetto ad altri castelli lomellini ed ancora coronato della merlatura ghibellina. Il torrione d'angolo presenta un bel motivo a mwlqdente di sega. Il torrione d'ingresso si caratterizza per una altezza inferiore rispetto ai corpi di fabbrica disposti attorno al cortile interno.cite-ref-1-7-3[7] Dal portone principale d'accesso, con i resti di un ponte levatoio, si accede all'area dell'antico mwmgricetto. Da qui un altro ponte levatoio, ricavato nel mwmwrivellino con merli e mwnacaditoie, porta nella corte nobile dove si staglia in bella vista un pozzo in stile veneziano e da un lato un antico portico murato. La muratura è adorna di affreschi monocromativi a graffitocite-ref-1-7-4[7] con tralci di vite (simbolo araldico dei Gallarati) e alcuni stemmi fra cui quello dei mwoqRoero, casata cui apparteneva la moglie di Pietro Gallarati. La serie di sale che si susseguono attorno al cortile sono arredate con mobili d'epoca, una discreta quadreria ed alcune presentano ancora gli originali camini in pietra serena, i soffitti a cassettoni e i pavimenti di legno. Interessante il celebre affresco nonocromo della mwogMadonna dell'Umiltà di scuola leonardesca.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-8[8]

Infrastrutture e trasporti

La mwrastazione di Cozzo, soppressa nel mwrq2019,cite-ref-9[9] era posta lungo la mwsgferrovia Castagnole-Asti-Mortara.

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwuwmwvamwvqBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwvgdemo.istat.it, mwvwISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwwwmwxamwxqClassificazione sismica (mwxgmwxwXLS), su mwyarischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwzamwzqmwzgTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwzwmw0aPDF), in mw0qciterefmw0gLeggemw0w mw1a26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mw1qAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mw1g 151. mw1wURL consultato il 25 aprile 2012 mw2a(archiviato dall'mw2qurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-dizionario-44. mw3qAA. VV., mw3gDizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 2006, p.mw3w 277.
cite-note-55. mw4wGianluca Padovan Forse non tutti sanno che a Milano..., mw5a2016, Newton Comton.
cite-note-66. mw6amw6qmw6gCozzo Lomellina, decreto 1983-10-11 DPR, concessione di stemma e gonfalone, su mw6wArchivio Centrale dello Stato. mw7aURL consultato il 29 settembre 2021.
cite-note-1-77. mw-amw-qContino,mw-g Castello di Cozzo.
cite-note-88. Dati tratti da: mw-gmw-wmwaqamwaqemwaqiPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwaqmmwaqqPDF), su mwaquebiblio.istat.it, mwaqyISTAT. mwaqcmwaqgmwaqkmwaqoPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwaqsesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-99. Rete Ferroviaria Italiana, Circolare territoriale TO 13/2019

Bibliografia

• citerefperogalliCarlo Perogalli, Enzo Pifferi e Angelo Contino, Castelli in Lombardia, Como, Editrice E.P.I., 1982.

Voci correlate

• mwaryLomellina

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Cozzo

Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comunedicozzo.it.
• citereflombardiabeniculturaliCozzo, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.